Concordato preventivo biennale: cos’è, come funziona, a chi conviene. Lo spiega l’avvocato Vincenzo Maruccio

Che cos’è il Concordato Preventivo Biennale (CPB)?
“Il Concordato Preventivo Biennale, noto come CPB, è una novità significativa nel panorama fiscale italiano. Si tratta di uno strumento pensato principalmente per i contribuenti che operano in regime forfetario o che utilizzano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). In pratica, permette di stabilire preventivamente l’importo delle imposte da versare per i due anni successivi. Il CPB funziona come una sorta di accordo tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate: una volta stabilito l’importo, il contribuente sa con certezza quanto dovrà pagare, riducendo l’incertezza legata a futuri controlli fiscali e potendo gestire meglio la pianificazione dei propri pagamenti.”

Come funziona esattamente il CPB?
“Il meccanismo è piuttosto semplice. Il contribuente presenta una proposta all’Agenzia delle Entrate, indicando la somma che intende versare come imposta per i successivi due anni. Se la proposta viene accettata, si instaura un rapporto di collaborazione con l’Agenzia. Questo porta a un duplice vantaggio: da un lato, si garantisce il rispetto degli obblighi tributari, dall’altro il contribuente può contare su una maggiore serenità e certezza rispetto alle sue posizioni fiscali. La semplificazione è evidente, poiché si riducono le possibilità di controversie e di controlli a sorpresa.”

Quali sono i possibili aspetti critici del CPB?
“Sebbene il CPB presenti molti vantaggi, ci sono alcuni punti critici che meritano attenzione. Uno di questi riguarda i criteri che l’Agenzia delle Entrate utilizza per valutare e accettare le proposte dei contribuenti. È necessario comprendere a fondo come si determini l’importo del debito fiscale da versare nei due anni e quale sia il margine di negoziazione consentito. Un altro punto riguarda le modalità di controllo da parte dell’Agenzia. Se da un lato il CPB semplifica il rapporto fiscale, dall’altro è fondamentale che i contribuenti abbiano chiarezza su come avverranno eventuali verifiche, in modo da non incorrere in sorprese sgradite.”

Che prospettive future si possono immaginare?
“Il CPB è uno strumento nuovo e, come tale, è lecito attendersi che possa evolversi. Potrebbero esserci sviluppi normativi che ne amplino l’applicazione, estendendolo anche ad altri regimi fiscali o introducendo nuove modalità di adesione. È possibile che in futuro vedremo un allargamento di questa misura, magari con ulteriori chiarimenti sui criteri di accettazione o con meccanismi di controllo più definiti.”

In conclusione, qual è il potenziale del CPB?
“Il Concordato Preventivo Biennale è sicuramente un’opportunità interessante per semplificare i rapporti tra i contribuenti e l’Amministrazione finanziaria. Permette di risolvere potenziali controversie fiscali in anticipo e di pianificare meglio le proprie risorse. Tuttavia, essendo uno strumento ancora nuovo, occorre tempo per valutarne appieno l’efficacia. Sarà importante osservare i primi riscontri applicativi e analizzare come verrà recepito a livello giurisprudenziale e dottrinale. Solo allora avremo una visione più completa del suo reale impatto.”