
Approvato il decreto che modifica la disciplina delle concessioni balneari. Si prevede l’estensione della validità al 2027, l’obbligo di avviare le gare entro giugno 2027, la durata delle nuove concessioni tra 5 e 20 anni.
Un’importante novità per il settore balneare arriva il 17 settembre 2024 con l’entrata in vigore del decreto salva infrazioni.
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il provvedimento definisce i criteri per le gare delle concessioni balneari, dando agli enti locali la possibilità di prorogare le concessioni in essere fino al 30 settembre 2027.
Il decreto, varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 settembre, regolamenta anche le procedure selettive per la riassegnazione dei titoli in scadenza.
Con tale provvedimento il Consiglio dei Ministri ha approvato una proroga per le concessioni balneari fino al 2027, con la possibilità di ulteriori slittamenti fino al marzo 2028 in presenza di “ragioni oggettive”.
Questo rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla situazione precedente, in cui le concessioni balneari in essere sarebbero considerate valide solo fino al 31 dicembre 2024 o al termine del 2025, a meno che non vi fossero ragioni oggettive che avessero causato la conclusione delle gare.
La nuova proroga garantirà ai concessionari una maggiore stabilità e più tempo per gestire la transizione verso le nuove gare, offrendo più certezza per il futuro delle attività balneari.
Tuttavia la compatibilità tra la normativa nazionale e la Direttiva Bolkestein – direttiva europea che riguarda la liberalizzazione dei servizi – resta un punto controverso, che potrebbe essere sottoposto al vaglio della Corte di Giustizia UE.
Le recenti sentenze della Corte, come quella del 20 aprile 2023 nella causa C-348/22 (Comune di Ginosa), hanno già chiarito alcuni aspetti cruciali della materia, affermando ad esempio che l’acquisizione gratuita delle opere inamovibili da parte dello Stato alla scadenza della concessione non è contraria al diritto UE.
Rimangono ancora numerose questioni aperte, in particolare riguardo alla durata massima delle proroghe e alle modalità di assegnazione delle nuove concessioni, che potrebbero far sorgere nuovi contenziosi dinanzi alla Corte.
Il decreto sulle concessioni balneari offre una tregua ai gestori, prorogando le concessioni fino al 2027. Tuttavia, la questione resta aperta. La compatibilità con l’UE e le reazioni del settore generano incertezza.
La strada verso una soluzione definitiva è ancora lunga, e il futuro del settore dipenderà da come si evolverà il quadro normativo e come si adatteranno le imprese alle nuove sfide.
