Cosa dice il regolamento europeo IA Act

Si sente sempre più spesso parlare di IA, intelligenza artificiale, questa avrà un ruolo sempre più presente nel prossimo futuro. Anche se ora condiziona poco la nostra quotidianità, non sarà sempre così. Per questo l’Europa sta preparando un Regolamento, l’AI ACT, che serve per definire linee guida normative per un settore ancora giuridicamente sconosciuto.

Il termine intelligenza artificiale (IA) viene utilizzato per raggruppare in sé tutti gli elementi di una famiglia specifica di cui fanno parte tecnologie in continua evoluzione, che possono, e potranno avere implicazioni in diversi settori, portando benefici sociali e nell’abitodell produzione. L’implementazione. e lo sviluppo di tale tecnologia potrà portare benefici maggiori in campi come l’ambiente, i cambiamenti climatici, il settore pubblico e la mobilità.

Ma esiste anche un rovescio della medaglia. L’impiego delle IA nelle nove tecnologie possono portare nuovi rischi per persone fisiche o per tutta la società.

Cosa dice l’IA Act

L’obiettivo della creazione di questo nuovo Regolamento è quello di assicurare che i cittadini europei possano beneficiare di nuove tecnologie sviluppate ne totale rispetto dei diritti fondamentali e dei principi alla base dell’Unione. Il Regolamento stabilirà regole orizzontali per lo sviluppo, la modifica e l’uso di prodotti, servizi e sistemi guidati dall’AI nel territorio UE, applicabili a tutti i settori.

Per poter realizzare u piano utile e sensato, negli ultimi anni la Commissione europea si è messa in moto per definire gli elementi fondamentali di regolazione degli scenari connessi all’IA, e per stilare una disciplina che prenda in considerazione anche gli aspetti regolatori della responsabilità civile dei singoli stati membri. A questo lavoro di studio e definizione ha partecipato anche l’italiano Andrea Renda (Senior Research Fellow and Head of Global Governance, Regulation, Innovation and the Digital Economy (GRID) at CEPS).

L’obiettivo dello studio è quello di:

  • definire regole condivise,
  • per poter regolamentare l’immissione, sul mercato UE, di nuovi prodotti e servizi e
  • e per poter aumentare il grado di fiducia degli utenti nell’impiego delle nuove tecnologie.

Nell’ultimo biennio, l’Unione ha intrapreso una quantità considerevole di attività nel settore dell’IA e proprio in tale contesto politico, la Commissione presenta un quadro normativo sull’intelligenza artificiale con l’obiettivo di:

  • assicurare che i sistemi di IA immessi sul mercato dell’Unione e utilizzati siano sicuri e rispettino la normativa vigente in materia di diritti fondamentali e i valori dell’Unione stessa;
  • assicurare la certezza del diritto per facilitare gli investimenti e l’innovazione nell’intelligenza artificiale;
  • migliorare la governance e l’applicazione effettiva della normativa esistente in materia di diritti fondamentali e requisiti di sicurezza applicabili ai sistemi di IA;
  • facilitare lo sviluppo di un mercato unico per applicazioni di IA lecite, sicure e affidabili nonché prevenire la frammentazione del mercato.

Il regolamento andrà ad inserirsi all’interno del comparto legislativo che regola anche il Data Act e il GDPR, tutto quello che riguarda la tecnologia e le persone. Inoltre darà la possibilità di sviluppare tecnologie in modo sempre più sicuro.

Il regolamento deve definire anche la responsabilità civile, l’attuale situazione è rappresentata dalla direttiva 85/374 CEE del Consiglio sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, che però andrebbe rivista per essere adattata all’attuale prodotto digitale.

Il Regolamento proposto stabilisce norme per le azioni di responsabilità civile intentate nei confronti degli operatori di sistema di IA, sia da persone fisiche che da persone giuridiche. L’ambito di applicabilità è ovviamente il territorio dell’Unione dove si sia verificato il pregiudizio alla vita, alla salute, all’integrità fisica di una persona fisica, al patrimonio di una persona fisica o giuridica, a seguito di una attività IA. Nella Proposta di Regolamento vengono poi approfonditi i diversi livelli di “pericolosità” delle IA, in quali casi vengano coinvolti giuridicamente gli operatori e i possibili risa menti per danni provocati da queste tecnologie.

Un lavoro ancora in corso per cercare di ipotizzare tutte le casistiche di una maggiore inclusione delle IA nella nostra vita.


Vincenzo Maruccio, svolge l’attività libero-professionale a Roma presso lo studio legale condiviso con esperti collaboratori. È abilitato al patrocinio presso la Magistrature Superiori. 
L’Avvocato Maruccio è specializzato in diritto societario e diritto commerciale e offre consulenze in ambito giuridico ed economico-imprenditoriale per aziende pubbliche e private.  Nei suoi studi professionali a Roma e a Milano, collabora con esperti professionisti esperti nel settore legale nazionale ed internazionale.