Anche se ormai non sembra più essere una vera rivoluzione, l’ingresso delle Intelligenze artificiali nei processi legali, costituiscono ancora un’innovazione.
L’impiego della tecnologia nel campo del diritto, con l’introduzione delle Intelligenze Artificiali (Ai) nei processi legali, sta in qualche modo cambiando alcuni aspetti. Questi avanzati sistemi intelligenti stanno modificando il modo in cui gli avvocati e gli studi legali, ma anche giudici, affrontano le questioni giuridiche.
Le Intelligenze Artificiali sono programmi informatici che utilizzano algoritmi sofisticati per simulare l’intelligenza umana. Nell’ambito legale, possono svolgere una serie di compiti, dall’elaborazione e analisi dei documenti alla ricerca legale, dalla generazione di contratti e pareri legali all’automazione delle attività ripetitive.
Ecco alcuni modi in cui le Ai stanno trasformando il campo legale:
- ricerca legale efficiente;
- analisi dei documenti;
- supporto decisionale;
- sicurezza dei dati.
Ci sono due casi recenti che mostrano due aspetti differenti in cui è stata impiegata l’Ai.
- Il primo caso riguarda l’ordinanza della Suprema Corte italiana, la n. 1107 del 16 gennaio 2023, che verte in materia di diritto di autore.
- Il secondo è un provvedimento della Corte Superiore di Giustizia di Lima Sud, una sentenza d’appello in materia di contributi per il mantenimento dei figli minori.
Nel primo caso l’Ai non è stata utilizzata come strumento legale, ma era il mezzo della controversia. Infatti, al centro del dibattito c’era il dubbio se considerare il diritto d’autore anche per l’Ai o se imputarlo solo a chi ha eseguito il progetto. La Rai, dopo un primo esito negativo, porta la controversia in Cassazione sostenendo che la Corte di appello aveva “erroneamente qualificato come opera dell’ingegno una immagine generata da un software e non attribuibile a una idea creativa della sua supposta autrice”. Quindi ci si è chiesti: può un prodotto di un’intelligenza artificiale essere tutelato dal diritto d’autore? Alla fine della controversia il primo giudizio è stato ribaltato.
Nel secondo caso invece l’Ai è stata utilizzata da giudice come mezzo per stabilire il valore dei contributi dovuti per il mantenimento dei figli. Il giudice avrebbe dovuto stabilire lui stesso un valore seguendo il suo buonsenso, per questo ha voluto utilizzare uno strumento super partes, che una volta “conosciuti i fatti” ha stabilito in modo impersonale il giusto contributo.
Tuttavia, è importante sottolineare che le Ai non sostituiscono gli avvocati, ma li supportano nelle loro attività. L’intervento umano rimane essenziale per l’interpretazione legale, il ragionamento etico e l’adattamento al contesto specifico di ogni caso.
L’utilizzo delle Intelligenze Artificiali nei processi legali rappresenta una svolta significativa nel campo del diritto. Questa tecnologia avanzata offre vantaggi in termini di efficienza, precisione e automazione delle attività ripetitive. Gli studi legali che adottano le Ai possono migliorare la loro produttività e offrire servizi di qualità superiore ai propri clienti.

