ECCO COME LA CASSAZIONE INTERVIENE SULLA FIGURA DELL’AMMINISTRATORE DI FATTO. UNA SENTENZA CHE PONE L’ACCENTO SU ASPETTI IMPORTANTI

Si dipana uno dei temi più dibattuti in giurisprudenza, spiega l’avvocato Vincenzo Maruccio.
La Corte di Cassazione Penale sezione V, nella pronuncia del 26 ottobre 2023, n. 4816, ha esaminato la corretta definizione di amministratore di fatto, stabilendo che per configurare tale figura devono esserci “elementi sintomatici del coinvolgimento organico del soggetto con funzioni direttive in qualsiasi fase dell’attività aziendale”. Questi elementi possono includere rapporti con dipendenti, fornitori o clienti, e coinvolgimento in vari aspetti gestionali, produttivi, amministrativi o contrattuali dell’azienda: “Tuttavia, la Corte -aggiunge l’avvocato Maruccio- non si è limitata a questo e ha anche sottolineato che la determinazione della qualifica di “amministratore di fatto” è soggetta a una “valutazione di fatto insindacabile in sede di legittimità”, a patto che sia supportata da una motivazione congrua e logica. In altre parole, se il giudice ha emesso una decisione ben motivata, questa non può essere oggetto di revisione. Inoltre, richiamando la giurisprudenza precedente, la Corte ha identificato gli elementi sintomatici che possono portare alla qualifica di “amministratore di fatto“, tra cui il conferimento di una procura generale “ad negotia” che conferisce ampi poteri gestionali”.

Si tratta di una sentenza importante perché l’amministratore di fatto emerge come una figura centrale nell’ambito dei vertici aziendali e assume un ruolo di notevole rilevanza nel contesto del nuovo Codice dei contratti pubblici, che introduce disposizioni che implicano l’esclusione di un operatore economico nel caso in cui l’amministratore di fatto sia coinvolto in determinati reati, evidenziando così l’importanza di definire chiaramente questa figura. “Sorge però -spiega l’avvocato Vincenzo Maruccio- la questione di definire quando si configura la figura dell’amministratore di fatto all’interno di una società, fondamentale per formulare dichiarazioni precise nelle gare d’appalto. L’individuazione di questa figura è fondamentale per formulare in modo accurato le dichiarazioni nelle gare d’appalto. La Corte di Cassazione penale ha offerto una risposta interessante, in un caso complesso in cui il soggetto coinvolto (imputato per bancarotta fraudolenta) ha contestato il ruolo che gli è stato attribuito dalla Corte territoriale di secondo grado”.

La qualifica di amministratore di fatto si configura dunque come uno degli aspetti più complessi e dibattuti nel contesto del nuovo Codice dei contratti pubblici, e questo solleva una serie di problematiche. Il nuovo legislatore adotta una prospettiva più rigorosa, collegando l’affidabilità degli operatori economici al ruolo effettivo degli amministratori di fatto nel contesto aziendale: “Ciò implica -conclude l’avvocato Maruccio- una revisione delle pratiche giuridiche e amministrative precedenti, oltre a una maggiore attenzione da parte delle aziende nell’individuare e gestire le figure di vertice. Questa nuova prospettiva può portare a un cambiamento nella giurisprudenza amministrativa, che in passato ha spesso lasciato all’amministrazione il compito di valutare la rilevanza dell’affidamento legato alla figura dell’amministratore di fatto”.